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| Sommario 2/3 2000 | ||||||
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SUO UTILIZZO NEL CONTESTO ITALIANO T. Farma,* I. Cortinovis** |
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Riassunto
Gli autori hanno voluto verificare la possibilità di utilizzo in ambito italiano del Locus of Control of Behaviour (LCB). Tale questionario è stato realizzato in ambito anglosassone come strumento per la valutazione del luogo di controllo delle situazioni del soggetto: facendo leva su di sé (controllo interno) od affidandosi alle contigenze esterne (controllo esterno). La traduzione del questionario in italiano è state verificata attraverso una retro traduzione in cieco. A un campione di 139 adulti tra i 19 e 39 anni di Milano, frequentanti corsi universitari e parauniversitari, è stato somministrato LCB e una scheda anamnestica. A un sottogruppo di 24 soggetti, omogeneo per caratteristiche sociodemografiche, è stato risomministrato il medesimo questionario dopo 3 mesi. La distribuzione delle frequenze delle risposte nel nostro campione risulta globalmente comparabile a quella degli studi anglosassoni. A parere degli autori, tale questionario si è rivelato facilmente applicabile nel contesto italiano e ha ottenuto, nei parametri di affidabilità, valori simili a quelli riportati nei lavori originali. Parole chiave: LCB, questionari, affidabilità Summary The authors aimed to verify utilization of Locus of Control of Behaviour (LCB) in Italy. The questionnaire was conceived and has been used in English language Countries as measure of internal/external control of the subject in different situations. Back-Translation was executed to control the Italian version. A sample of 139 University students with a median age of 22 was enrolled to answer the questionnaire. A randomised sub-sample of 24 subjects was able to retest the questionnaire three months later. Mean score, internal consistency and test-retest correlations were evaluated. All these measures seem worth to be compared to those of the English version. The authors think LCB as a valid measure of internal /external control in Italy too. Key words: LCB, questionnaires, reliability * CPS Ospedale di Vimercate (Milano) ** Istituto di Statistica Medica e Biometria, Università degli Studi di Milano Introduzione Il Locus of Control of Behavior (LCB) (Craig et al., 1984) è un questionario che vuole misurare il luogo di controllo (interno/esterno) del proprio comportamento che il soggetto abitualmente si trova a utilizzare in varie situazioni. Un gruppo di domande sottolineano il ruolo determinante del soggetto nel controllo delle situazioni (controllo interno), mentre laltro gruppo indica come gli accadimenti siano relativamente svincolati dalle azioni del soggetto (controllo esterno). J. B. Rotter (1966) ha sviluppato per primo questo concetto che proviamo brevemente a esemplificare: se un soggetto percepisce una situazione a lui favorevole, come determinata perlopiù dalla fortuna (controllo esterno) è meno propenso ad accrescere le possibilità che tale situazione si ripeta. Chi, invece, pensa alla medesima situazione come determinata o determinabile dalle proprie capacità (controllo interno) è più fiducioso nelle proprie abilità e si adopera attivamente per ricreare tale situazione. Viceversa, nellimpossibilità di gestire una situazione sfavorevole, il soggetto che ripone molta fiducia nelle proprie capacità di controllo tende maggiormente ad accusarsi di fallimento o colpa. Da un ampio studio, Rotter (1966) evidenzia come il soggetto che ha fiducia nelle proprie capacità di controllo del proprio destino: a) è molto più attento a quegli aspetti dellambiente che danno utili informazioni per orientare il suo futuro comportamento; b) cerca di migliorare gradualmente le proprie condizioni ambientali; c) valorizza maggiormente i rinforzi delle proprie capacità ed è, in generale, più interessato alle sue abilità e preoccupato delle proprie deficienze; d) è più resistente ad azioni di condizionamento esterno. Fino ad oggi sono state proposte varie scale per misurare il controllo interno/esterno su ciò che ci accade. Kirscht (1972) ne ha sviluppata una sul controllo percepito sul proprio stato di salute. Wallston (1978) ne ha descritta una analoga. Reid (1974) ne ha sviluppata una costituita da tre sottoscale legate a tre differenti fattori: fatalismo, influenza sociopolitica e autocontrollo. Levenson (1973) ne ha proposta unaltra a 24 items, anchessa divisa in tre sottoscale. Recentemente W. P. Henry (comunicazione personale 1997) ne ha sviluppata una con tre sottoscale (controllo interno, controllo esterno e controllo da parte di altri soggetti autorevoli) che si struttura secondo il linguaggio della Structural Analysis of Social Behavior (SASB) (Benjamin, 1974). Con la LCB, Craig (1984) ha condotto uno studio comparativo tra un gruppo controllo e gruppi di pazienti con diagnosi di balbuzie e di agorafobia riscontrando un significativo aumento del punteggio globale (preponderante controllo esterno) nei due gruppi patologici. Nel medesimo lavoro lLCB risultava avere, a differenza di altri questionari dal medesimo contenuto, un più alto valore predittivo rispetto allesito delle terapie. Craig ha individuato nella diminuzione del punteggio globale tra linizio e la fine della terapia, un fattore prognosticamente positivo. Successivi studi nei pazienti affetti da disturbi ansiosi hanno confermato che un maggior controllo esterno coincideva con anamnesi più ricche di disturbi nevrotici e con un aumentato rischio di ricaduta dopo un apparente successo terapeutico (Andrews, Craig 1988; Andrews, Moran 1988). Materiali Questo lavoro fa parte di un più ampio studio per rendere disponibili in italiano sette questionari in lingua inglese sulla personalità e lattaccamento confrontando i risultati ottenuti con la versione italiana con quelli presentati negli studi originali. I questionari sono stati tradotti in italiano dagli autori e successivamente ritradotti da una persona di madre lingua inglese, non coinvolta nello studio. Nella primavera del 1997, è stato esaminato un campione di 139 studenti universitari e parauniversitari di Milano (facoltà di Medicina e Chirurgia, scuola per Assistenti sociali ed Educatori professionali, diploma universitario per Infermieri). Oltre ai questionari, agli intervistati è stato chiesto di compilare una scheda con dati socio-demografici e anamnestici. Tutti i questionari sono stati autocompilati dopo una breve spiegazione delle finalità della ricerca e della volontarietà della partecipazione allo studio. A tutti i partecipanti è stato chiesto il consenso alluso delle informazioni da loro fornite ed è stato garantito lanonimato, anche nelle procedure di rilevazione. Per gli studenti di un corso scelto a caso (24 soggetti) è stato possibile attuare un retest a 3 mesi. In queste pagine consideriamo solo i dati provenienti dal questionario Locus of Control of Behavior (LCB) (Craig et al., 1984). LCB. È un questionario composto da 17 domande con una rating scale da 0 a 5. Sette domane (1, 5, 7, 8, 13, 15 e 16) valutano il controllo interno, le altre il controllo esterno. Il valore indicativo delle 17 risposte al questionario è costituito dalla somma dei punteggi degli items sul controllo esterno più i punteggi invertiti (5=0 0=5) delle domande relative al controllo interno. Il questionario è riportato per intero in appendice. Metodi Ogni variabile del questionario è stata analizzata statisticamente. La consistenza interna globale e dei due gruppi di variabili che compongono LCB è stata calcolata con il coefficiente alpha di Cronbach. Nel test-retest, lattendibilità delle risposte è stata calcolata col r di Pearson. Risultati La versione originale del questionario e la ritraduzione in inglese della versione tradotta in italiano non hanno mostrato differenze. Questo sembra suggerire che la versione italiana del questionario è uno strumento confrontabile con quello proposto in lingua inglese. Descrizione del campione Dei 139 soggetti intervistati, il 72% erano donne: questa composizione percentuale riflette la prevalenza femminile negli indirizzi universitari e parauniversitari scelti per la raccolta del campione (medici, infermieri, assistenti sociali). La mediana delle età era di 22 anni (22 per le femmine e 24. 5 per i maschi) e i soggetti del campione variavano da unetà minima di 19 ad una massima di 39. Il 78% dei soggetti viveva coi genitori. Il 10. 8% viveva con un partner; le ragazze in questa situazione erano in percentuale cinque volte di più dei maschi. Il 6. 9% del campione viveva da solo, e in questo caso la percentuale dei maschi era tre volte quella delle ragazze. Tra i soggetti sposati, le ragazze erano cinque volte i maschi. Solo il 17. 6% dei soggetti erano economicamente indipendenti: i maschi in tale situazione erano il doppio delle ragazze. Non è stata trovata nessuna associazione tra le risposte ottenute con LCB e le principali variabili di confondimento (sesso, età, residenza, stato civile). In generale le caratteristiche sociodemografiche del campione erano comparabili a quelle del campione dello studio originale (Craig et al., 1984), salvo che per la proporzione di maschi presenti. Le coppie di genitori degli intervistati le coppie risultavano avere nel 63. 9% dei casi il medesimo livello di istruzione; le madri avevano però un più basso grado di istruzione nel 24. 6% delle coppie. Come si può rilevare dalla tab. 1, le medie e le deviazioni standard dei punteggi ottenuti da LCB sui soggetti del nostro campione e su quelli del campione originale appaiono sovrapponibili. Tabella 1. Media dei punteggi ottenuti con la versione italiana di LCB e dei punteggi riportati nello studio originale.*Tra parentesi è indicata la numerosità campionaria. Versione italiana Versione originale ___________________________________________________________ st. universitari-parauniv. (139) st. universitari (123) infermieri (53) media s.d. media s.d. media s.d. 27.0 9.2 28.3 8.5 27.9 8.1 * Non sembrano esservi differenze tra il campione studiato e il campione originale relativamente ai dati sociodemografici. Consistenza interna e analisi degli items Ognuno dei due gruppi di variabili (controllo interno e controllo esterno) sembra essere omogeneo e nessun item ha dato particolari contributi negativi al valore finale del coefficiente alpha di Cronbach (tab. 2). Le correlazioni singolo item /totale condotto su tutti i 17 items, variavano da .11 dellitem 2 a .46 dellitem 11. Nei due aspetti (interno/esterno) del controllo i valori di consistenza interna sono simili. Craig evidenzia con lanalisi fattoriale solo il primo fattore come importante nella struttura del questionario, pertanto omette di riportare i valori di consistenza interna separatamente per i due gruppi di variabili (controllo interno/esterno). Tabella 2. Consistenza interna del LCB e dei due gruppi di item che definiscono il controllo interno/esterno Studio italiano Studio originale Coefficiente alfa Coefficiente alfa 139 soggetti normali 100 soggetti normali Totale .71 .79 Controllo interno .67 - Controllo esterno .71 - Test-retest La concordanza delle risposte mostrata per i dati sociodemografici è stata molto buona (> 90%) e così quella per i dati anamnestici, superiore al 85%. In effetti, la percentuale di ripetibilità per le risposte ottenute nei dati sociodemografici può fornire una misura della serietà dei soggetti nel rispondere alle domande. Come indicato in tab. 3, il retest (da noi effettuato a tre mesi) mostra valori di concordanza (r di Pearson) inferiori a quelli dello studio originale che erano stati calcolati sui valori di re-test a una settimana di distanza. Dopo un tempo così breve è probabile che il ricordo della risposta data precedentemente alla stessa domanda sia ancora presente, specie per le domande più coinvolgenti. Tabella 3. Correlazioni test-retest (r di Pearson) per lo studio italiano e per lo studio originale. Versione italiana Versione originale Coefficiente alfa Coefficiente alfa test-retest a 3 mesi test-retest a 1 settimana 24 soggetti normali 25 soggetti normali Totale .69 .90 Controllo interno .54 - Controllo esterno .67 - Conclusioni Nello studio di Rotter (1966) si era valutato come il controllo interno/esterno variava a seconda del livello socio-culturale dellintervistato. Veniva evidenziato come la popolazione di colore di basso livello socio-economico aveva punteggi di controllo esterno in generale più elevati rispetto a tutte le altre categorie. Tale risultato suggeriva unassociazione tra il livello sociale e culturale di appartenenza con il punteggio di LCB registrato. Lo studio italiano non è in grado di valutare questo aspetto in quanto tutti i soggetti intervistati provengono da corsi universitari o para universitari. La differente composizione per genere del nostro campione (solo il 28% sono maschi) dovrebbe essere trascurabile poiché, nel lavoro originale, non si sono riscontrate differenze per genere nei risultati. Infatti si sono evidenziati valori di LCB sovrapponibili a quelli di Craig. La differenza riscontrata nelle misure di correlazione del test-retest potrebbe essere dovuta al diverso intervallo trascorso tra le due prove (1 settimana nello studio originale e 3 mesi in quello italiano). Il questionario LCB in italiano sembra riprodurre abbastanza bene le caratteristiche di quello proposto nello studio originale. Questo questionario offrirebbe ai ricercatori italiani la possibilità di disporre di uno strumento che in vari studi si è rivelato utile nel prevedere lesito dei trattamenti psicoterapici (Andrews, Craig 1988; Andrews, Moran 1988). Luso de LCB potrebbe ulteriormente favorire in ambito italiano ricerche sulleffetto dei trattamenti psicoterapici. Inoltre, Marmar (1996) ha sottolineato interessanti correlazioni tra il locus of control, la vulnerabilità dissociativa e la dissociazione peritraumatica. Ciò farebbe pensare allutilità della misurazione di tale variabile anche nei disturbi post-traumatici e durante il loro trattamento. Bibliografia ANDREWS G., CRAIG A. (1988), Prediction of outcome after treatment for stuttering, in «British Journal of Psychiatry», 153 pp. 236-40. ANDREWS G., MORAN C. (1988), Exposure treatment of agorafobia with panic attacks: are drugs essential?, in H. U. WITTCHEN (Ed.), Panic and phobias II. Treatments and variables affecting course and outcome, Springer-Verlag, Heidelberg. CRAIG. A., FRANKLIN J., ANDREWS G. (1984), A scale to misure locus of control of behavior, in «British Journal of Medical Psychology», 57, pp. 173-180. BENJAMIN L. S. (1974), Structural Analysis of Social Behavior, in «Psychological Review», 81, pp. 392-425. KIRSCHT J. P. (1972) Perception of control and Health beliefs, in «Canadian Journal of Behavioral Science», 4, pp. 225-37. LEVENSON H. (1973), Multidimensional locus of control in psychiatric patients in «Journal of Consulting and Clinical Psychology», 41, pp. 397-404. MARMAR C. R., WEISS D: S:, METZLER T. J., DELUCCHI K. (1996), Characteristics of emergency services personnel related to peritraumatic dissociation during critical incident exposure, in «American Journal of Psychiatry», 153, (Festschrift Supplement), pp. 94-102. REID D. W. , WARE E. E. (1974), Multidimensionality of internal versus external control: Addition of a third dimension and non-distinction of self versus other, in «Canadian Journal of Behavioral Science», 6, pp. 131-42. ROTTER J. B. (1966), Generalised expectancies for internal versus external control of reinforcement, in «Psychological monographs», 80, pp. 1-28. WALLSTON K. A., WALLSTON S. B., DE VELLIS R. (1978), Development of the Multidimentional Health Locus of Control (MHLC), in «Health Education Monografhs», 6, pp. 160-70. LCB Istruzioni: qui di seguito sono elencate varie affermazioni. Per ognuna di esse vi è un gran numero di persone che potrebbero essere daccordo e un altro altrettanto ampio numero di persone che non sarebbero daccordo. Valutate quanto siete daccordo o in disaccordo ponendo una X sul punteggio scelto. Rispondete a tutte le affermazioni, ricordando che non esistono risposte giuste o sbagliate. 0 completamente in disaccordo 1 perlopiù in disaccordo 2 abbastanza in disaccordo 3 abbastanza daccordo 4 perlopiù daccordo 5 completamente daccordo. 1. Riesco a prefigurarmi le difficoltà e a dispormi per evitarle 0 1 2 3 4 5 2. Molto di ciò che mi accade è probabilmente solo dovuto al caso 0 1 2 3 4 5 3. Ognuno sa che il proprio futuro è determinato dalla fortuna o dal caso 0 1 2 3 4 5 4. Riesco a controllare i miei problemi solo se ho un sostegno eserno 0 1 2 3 4 5 5. Quando faccio dei progetti, sono quasi sicuro che potrò portarli avanti 0 1 2 3 4 5 6. I miei problemi mi domineranno per tutta la vita 0 1 2 3 4 5 7. Dipende da me risolvere i miei problemi e i miei errori 0 1 2 3 4 5 8. Raggiungere un successo è una questione di duro lavoro, la fortuna ha poco o nulla a che fare 0 1 2 3 4 5 9. La mia vita è controllata da eventi o azioni esterne 0 1 2 3 4 5 10. La gente è vittima di circostanze al di là del loro controllo 0 1 2 3 4 5 11. Per far fronte continuamente ai miei problemi ho bisogno di un aiuto professionale 0 1 2 3 4 5 12. Quando sono sotto stress, la tensione nei miei muscoli è dovuta a meccanismi al di là del mio controllo 0 1 2 3 4 5 13. Penso che una persona possa veramente essere autrice del proprio destino 0 1 2 3 4 5 14. Mi è impossibile controllare il respiro veloce e irregolare che mi viene quando ho delle difficoltà 0 1 2 3 4 5 15. Capisco perché i miei problemi mutano al cambiare delle situazioni 0 1 2 3 4 5 16. Confido nelle mie capacità di affrontare con successo i problemi che mi si porranno in futuro 0 1 2 3 4 5 17. Nel mio caso, riuscire a controllare i miei problemi è soprattutto questione di fortuna 0 1 2 3 4 5 |
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