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Quaderni Monotematici

ARTE: LUCI E OMBRE, PRESENZA E ASSENZA.

SEZIONE POESIA


SALVATORE MALIZIA

Allodole e specchi

casa editrice La Vita Felice, Milano 2010



Già sbianca la luna
e l'allodola canta controvento
l'amaro naufragio del desiderio
nella memoria dei sogni



Salvatore Malizia, in Allodole e specchi, ci permette di guardare alcuni enigmi della vita psichica profonda con la competenza di chi conosce i meccanismi della mente e con la leggerezza e l’ironia del poeta, anche quando tratta esperienze di vita disagevoli e perturbanti.
Nelle prime sezioni dell’opera, e soprattutto in Breviario di psicoanalisi, Breviario di psicopatologia e Glossario, l’autore mette in versi, con immagini emotive di significato semantico immediato, la psicopatologia della follia. Le varie malattie mentali e gli affetti passionali più comuni, quali la rabbia, l’ansia, l’angoscia, il terror panico, emergono in queste poesie con l’inquietante ambivalenza vissuta dai pazienti che vogliono e non vogliono, dicono e non dicono, comunicando al lettore, più o meno esperto di psichiatria, l’ambiguità che origina da un conflitto inconscio.
Nelle sezioni Una storia, Variazioni lunatiche, Fra dire e fare, Poesie per Daniela, Prima della notte e Controvento, il poeta racconta più palesemente sé stesso, la sua visione del mondo e il suo amore per Daniela, la donna della sua vita.

alcune poesie:

JE T’AIME

 

Je t’aime pia Bovary

Amo le tue passioni innocenti

In balia di ingannevoli eventi

Un mulinare di parole al vento.

Madame Bovary c’est moi

A insaputa di noi amor ci muove.

Je t’aime pia Bovary.

 

 

ANNUNCIO

 

Cittadini! Amici! Ogni notte

Politici incontinenti si esibiscono

Al Vespa-siano di Porta a porta.

Ripeto.

Al Vespa-siano di Porta a porta

Ogni notte.

 

 

TRA DIRE E FARE

 

Goduria muta dell’amor borghese

Amara e dolce voluttà

D’un bacio Perugina in bocca.

 

Tra fare l’amore e amare

C’è di mezzo il dire

E l’opacità del fare.

 

Tra fare l’amore e l’amore

C’è di mezzo l’alta marea del sentimento

E la risacca del desiderio

Patire tormentoso dell’assenza.

 

Il fuoco accende le ombre

La ragione il dubbio

Gli affetti non trovano parole.

 

Lo sai:

L’amore nasce e muore su rami di parole

Le parole piene dell’amore felice

Quelle vaghe di chi dice e ridice.

 

Sai dirmi come comincia

E quando finisce un amore? Ti ascolto

 

 

 

 

STORIE

 

D’una storia d’amore

M’intrigano le ultime pagine e le prime.

Un giallo d’autore nasconde l’assassino

In una trama di sospetti

Sino all’inizio della fine.

 

 

NEL SOGNO

 

M’accuccerò in silenzio nel tuo sogno

M’allontanerò in punta di piedi all’alba

Ritornerò, se lo vorrai, ogni notte.

 

 

L’ANTEFATTO

 

Cerchi a tentoni il senso di meccanici affetti.

Ricordi il gioco dei bambini

Fuochino, acqua, fuocherello, fuoco?

Potremmo ritrovare in questo gioco

Il modo d’aggirare la censura.

 

Il calore segnala gli affetti

Rimossi in anfratti di grotte.

Nel buio, larve di memoria

Rischiarano nessi di affetti conversi.

 

La ricostruzione, dici, è verosimile in nuce

Un fuocherello appena di luce.

 

La verità piena brucerebbe più del fuoco

L’inconscio si squarcia poco a poco.

 

 

CIRANO

 

 

Complice una chiaria lunare

baciò l’amata sulla bocca

sferzata, con grazia, dai versi

di Cirano di Bergerac.

 

L’amore è desiderio di parole.

Guarda bene e ascolta con gli occhi

chi nella notte del desiderio

t’incanta col canto.

 

Attento, tienilo in conto,

in amore non vige diritto d’autore.

 

 

 

 

IN CAUDA VENENUM

 

 

Ci abbiamo creduto

Ci siamo ricreduti

Dannata la memoria

Di valori e lotte, facciamo ammenda

Dell’antica fede.

Fatta la muta della pelle,

Come serpenti strisciamo

Da sinistra al centro

Dal centro a destra

Dalla destra al centro e ancora a destra

In continuo movimento, infidi,

Senza veleno in coda o in bocca.

 

 

 


da lallazioni (2004-2006)
Collana Nuovi Fermenti/Poesia
2007 Fermenti Editrice


Le vie della poesia sono misteriose
Per l'autore di questa raccolta, psichiatra e psicoanalista, nato a Monreale nel 1935, si tratta di un percorso imprevisto, iniziato in un'età della vita in cui difficilmente ci si discosta da quelli consueti.
In una nota in fondo al volume, Malizia motiva la sua tardiva inclinazione alla scrittura poetica con l'affinità fra questa e quella analitica.
L'utilizzazione di metafore, metonimie e assonanze, che caratterizzano in buona misura il linguaggio poetico e quello psicoanalitico, fa risuonare, in entrambi i discorsi, insospettati significati creativi dalle stesse profondità interiori.

Savatore Malizia vive e lavora a Roma



BALLATA DEL PRE-TESTO

Al mio Maestro C. L. Cazzullo,
pioniere della psichiatria in Italia


Ascolto la solitudine
di chi odia il mondo
di chi non tollera di essere secondo.

Ascolto il racconto
della bellezza sfiorita dal tempo
di chi non l'ha mai avuta
della vecchiaia che incombe
del depresso, oppresso sin dal mattino,
gli odi dissimulati
i nessi intricati fra amore e sesso
l'addio infinito dell'amore finito.

Ascolto il racconto della vita
ogni giorno la stessa
vuota di desideri e ricordi
l'infanzia infelice "normale",
ombra dissonante del presente.

Ascolto la rabbia
contro l'Io riflesso nello specchio
di chi digiuna o s'ingozza
o non riconosce se stesso
perplesso tra centomila e nessuno.

Ascolto insaziabili riti di sesso
storie infeconde di sadismo e di incesto.

Ascolto la lesbica e il gay infelice,
il transessuale,
celebrante riti immaginari
prigioniero nel corpo reale.

Ascolto l'allegoria degli affetti temuti
recitata dal malato sul corpo immaginario.

Ascolto chi disvuole ciò che vuole
e poi vuole ciò che disvuole
e i pensieri dice e disdice.

Ascolto l'angoscia
di chi paventa lo sporco
e lo sguardo dell'Altro.

Ascolto il terrore panico negli spazi tenebrosi del mito,
aperti o ristretti,
che d'improvviso colpisce il viandante.

Ascolto chi non conosce parole feconde
per parlare con gli altri
l'indicibile vede,
nel mistico colloquio coi Santi,
il nemico nell'ombra
e l'invisibile ascolta per grazia.

Ascolto il racconto dell'ineludibile incontro
di Edipo col mito
nel fatale quadrivio della colpa.

Ascolto il discorso
dell'isterico, dell'ossesso
e del maniaco depresso.

Parole per narrare
scenari e fantasmi della mente.

Ascolto presago il non detto
che occhieggia, muto, nel pre-testo.



DISAMORE

Odiò
il suo doppio,
non tollerando
l'incontro
ravvicinato
con l'Altro
dello specchio,
non corrisposto
in amore
neppure da se stesso.



BUONGIORNO

Di buon mattino leggo i necrologi.
Sinora, per fortuna, non ho trovato il mio.
Per timore d'una svista
scorro con l'occhio il foglio sino in fondo
e poi
di buon grado passo all'articolo di fondo.
per quel giorno, in fondo,
il sospetto era infondato.



LA LINGUA

Batte il dente
dove dolente
la lingua mente.

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