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Quaderni Monotematici

ARTE: LUCI E OMBRE, PRESENZA E ASSENZA.

SEZIONE POESIA

RITA MORANDI


Poesia decisamente visionaria quella di Rita Morandi. Di lungo respiro, nelle composizioni ampie come adagi sinfonici, scandite d'irrequieti (piuttosto che irregolari) sussurri, tesi in silenzi biologici. Adagi cantati nel battito fisiologico dell'essere oltre il dire, o addirittura prima del dire, evocate le rime disperse, lontane sussurrate.................
Se in poesia e in arte si usa parlare di aura (quell'aura che giustamente secondo Benjamin si perde nella cultura di massa), in questa poesia di Rita Morandi l'aura personalissima, con tutta la sua silente ambiguità, si offre come pacificazione del dramma umano. Il che non significa che questo benevolo e illusorio paradosso non si esprima secondo i modi evanescenti e irriproducibili del lavorio sulla parola e sulle sensazioni caratteristicho delle fate o delle streghe. Poesia, quindi, come audace (e pericoloso quanto efficace?) incantamento.

dalla Prefazione di Gio Ferri a "Di Caterina non si sa più nulla".
2002 Prospettiva Editrice, Civitavecchia Roma


da "Di Caterina non si sa più nulla"

Tra i rami esausti della capelvenere
mi ritrovo a volte a girovagare
immersa nella polvere di cipria
che i rami scuotono nell'aria.
Lei stanca di riassettarsi
si riflette nel the della mia tazza
ed io bevo ombre scure
d'inconsistente amara vanità.

da Visioni (scomposte)
2007 Otma Edizioni, Milano

La parola

E' nei venti il seme
di qualcosa oltre l'uomo
E' nei venti la Parola
Tutto un popolo di gabbiani che si alza
in volo al cominciare
del mio poema
Furono da me inseguiti nel deserto
delle parole sterili
Oltre nell'alba delle prime frasi
Egli sta muto
Nudo il corpo bagnato di mare
nel silenzio bianco mi appare
Fiero signore di verità invisibili
portatore di parole nascoste
da veli di sabbia
sabbia che impedisce la vista
Cavaliere solitario di oceani e cieli
Perduta ormai la traccia dei compagni
Egli è rimasto tra la terra e il cielo
con le ali spiegate nei venti
sotto l'arco immenso dell'ala
cerca parole da portarmi
che mi facciano capire...
Che cosa sono io se non qualcosa
che riposa sull'onda
e scivola sulla rena
alla sabbia mischiata
polvere incerta in direzione vaga
E' nei venti la parola
nel suo fluente movimento
nel suo vagare pellegrino
nell'improvviso battito d'ala
Io cieca attendo la direzione
di un invisibile timone
Odo il suo canto stridulo richiamo
le sue parole scritte tra cielo e mare
All'orizzonte attendo calma
nel tempo silenzio
che mi guidi ai Cieli
Riprendo il mio Centro
E nei cieli risalgo


2009 inedita

L’AQUILA COMPAGNA

Più in là sulla strada la pioggia dirada
e la luna lasciva che lascia la sua bava
oltre il muro: l’Altrove
sotto il lampione accovacciato dormi tu silenzioso
solo silenzi e respiro
solo gocce tra le piume dei gufi
sui pali addormentati
e dei tuoi cani i latrati
solo fruscio di tempo e di silenzio
Accoccolata sotto l’ala dell’ Aquila
attendo il tempo e sento
il frusciare dell’aria tra le piume
e l’umido calore dell’ascella
sottopiuma di humus-odore calore
Resto in questa terra di confine finchè verrà la luce
oltre: l’Altrove
oltre quel muro duro di pietre
e quella grotta porta caverna oltre la tenda
luoghi e popoli di vento e di memoria
oltre la storia di ogni gente
c’è altra gente e c’è altra storia
Accoccolata sotto l’ala dell’Aquila
respiro e sento aliti e palpiti
e fremito nel petto e palpita ogni cosa
come se qualcosa sta per arrivare
E questo fu l’inizio di un vagare insieme
con l’Aquila compagna


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