Incontri
Filosofia:

CHAN-FAI CHEUNG

Kairos: Phenomenology and Photography

con saggi di Hans Rainer Sepp and Kwok-ying Lau

 

ZETA books

Arts & humanities

Bucharest, Romania 2010

 

Chan-fai Cheung si è laureato in filosofia presso l’Università di Friburgo, Germania. Gli interessi maggiori della sua ricerca includono la fenomenologia (specialmente la filosofia di Husserl e di Heidegger); la filosofia dell’amore, della morte e della felicità; e l’idea di Utopia. Sta ora insegnando presso l’Università cinese di HongKong, dove ha ottenuto i suoi titoli, come professore e Capo del Dipartimento di Filosofia e direttore dei seguenti Dipartimenti e unità: Università Generale dell’Educazione, Centro di Ricerca per l’Educazione Generale, e Programma di Sviluppo della Leadership. Egli è l’autore/editore di, fra gli altri: Chinese Qing, Western Love (in cinese), Memory and Oblivion, Meditation on Mortality (co-autore, in cinese e in inglese), Identità and Alterity, Phenomenology and Cultural Traditions (co-editore), Space, Time and Culture (co-editore), e numerosi articoli accademici.

Kairos, un concetto greco, significa il momento giusto, il momento perfetto, “l'adesso” critico.

La fotografia è un gioco di tempo e di luce. L'ammontare del tempo che permette alla luce di entrare nella camera determina la qualità della fotografia. Se la fotografia è considerata un’arte, allora il cliccare del pulsante di scatto da parte di un coscienzioso fotografo per un particolare fenomeno attraverso la sua visione fotografica è quello che Cartier-Bresson ha chiamato “il momento decisivo”, cioè Kairos. Chan-fai-Cheung presenta il risultato della sua applicazione della fenomenologia alla fotografia in Kairos:  Phenomenology and Photography, una collezione di saggi e oltre 200 lavori fotografici creativi.

 

Hanno detto su "Kairos":

 

"The poetry of these images captured me from my very first viewing—whether vibrant or serene, tactile or cerebral, innocent or devilishly self-reflexive, each image contributes to a poem in the making, an ‘epic’ of experience with a single subjectivity at its ‘center.’ But this is a metaphor for phenomenology: Chan-fai’s poem allows each of us to be that subject, to reflect upon the constitution of the world as it appears." (Steven Crowell)

“ ‘Photo' derives from Greek phos and photos, meaning ‘light.' Chan-fai is an enlightener. Nietzsche said: ‘Licht wird alles, was er fasst.—Everything he touches becomes light.' Colours become colourful. Figures become figurative. A snapshot becomes a kairos.” (Elmar Holenstein)

Es ist ein wundervolles Buch: ein Sehen in Photos, was mir besonders gefällt, das ist der Rückgang auf die Ebene vorobjektiven Gestaltens, auf die Ebene der Dingbildung. Dazu Motive wie Tür und Fenster, die von Philosophen allzugern als bloße Metaphern behandelt werden. Schließlich der wechselnde kulturelle Kontext, interkulturelle Verflechtungen. Überraschend auch die Flugphotos, Entdeckung von Erdstrukturen. Das alles ist ein “Doing phenomenology”, wie Herbert Spiegelberg es nannte“  (Bernhard Waldenfels)