Incontri
Filosofia:

LAURA BOELLA
Insegna Filosofia morale all'Università degli Studi di Milano.

ANNAROSA BUTTARELLI
Collabora con il Dipartimento di Filosofia dell' Università di Verona e fa parte della Comunità filosofica Diotima.

Per amore di altro
L'empatia a partire da Edith Stein

2000 Raffaello Cortina Editore. Milano

Fare esperienza dell'altro, dell'altra, rendersi conto della sua gioia, del suo dolore è un atto indispensabile per qualificare dal punto di vista emotivo e conoscitivo il rapporto spesso disincantato con ciò che incontriamo. Per amore di altro riprende l'intuizione di Edith Stein, allieva di Husserl, relativa al ruolo fondante dell'empatia nella costituzione dell'essere umano. Sempre più spesso l'empatia compare nei discorsi della comunicazione sociale, della filosofia, della scienza, della psicoanalisi. La cultura attuale ha bisogno di strumenti per affrontare l'ignoto che appare sul volto del nostro prossimo e che costituisce il profondo di noi stessi.
L'empatia è l'atto originario che mette in relazione con l'alterità. Esprime il bisogno di sentimenti creativi che pongano in condizione di "capire" gli altri e di comprendere ciò che accade. Sulla base dell'empatia è possibile disporsi a vivere la qualità specifica delle relazioni di amore e di amicizia, di ospitalità, di conflitto intersoggettivo, nonché della ricerca spirituale religiosa.
Libro importante, soprattutto in questo momento dove "mentre nel nostro paese l'opera di Husserl è oggetto di un riesame storiografico completamente ripiegato su se stesso (con la sola eccezione della ripresa di tematiche etiche legate all'idea di Europa), nel resto dell'Occidente avanzato (dal Nord-America alla Francia, dalla Germania all'Australia) ferve da alcuni anni un acceso dibattito mirante alla riscoperta e al rinnovamento della fenomenologia, alla luce dei recenti studi interdisciplinari sulla mente", come abilmente sottolinea Eugenio Borrelli nella sua recensione al libro "Naturalizzare la fenomenologia" (Naturalizing phenomenology. Issues in contemporary phenomenology and cognitive science a cura di Petitot,Jean - Varela,Francisco J. - Pachoud, Bernard - Roy,Jean-Michel, Standford University Press, Standford, 2000), reperibile per intero sul Web (
www.rescogitans.it).
Osserva ancora Borrelli che "il grande matematico Gian-Carlo Rota, recentemente scomparso, era fermamente convinto della necessità di una diffusione, rielaborazione e assimilazione delle idee di Husserl nella comunità scientifica, al di là dell'ambito troppo angusto e limitato della ricerca storiografica e filologica. Se il confronto con le proposte della fenomenologia husserliana non si realizzerà, in questo caso, secondo Rota, toccherà agli stessi scienziati, ignari delle ricerche pionieristiche di Husserl, riscoprire e ripercorrere autonomamente una strada simile".
Alla luce di queste osservazioni riprendiamo alcuni brani del libro dedicato ad Edith Stein, pensatrice di formazione fenomenologica, ebrea, nata a Breslavia il 12 ottobre 1891.
Dall'Introduzione: "L'imbarazzo più profondo, la sfida più sottilmente evitata è, oggi, l'incontro/conflitto con "altro". L'altro, l'altra rimane il desiderio e la mancanza più profonda…Le fondamentali esperienze della condizione umana…richiedono, per essere vissute e comprese, un'unica cosa: che il senso che ciascuna/o dà a esse abbia un significato nel linguaggio dell'altro, che lo sguardo dell'altro abbia rilevanza e fondatezza e sia implicato in ciò che accade. Edith Stein ha chiamato empatia l'atto mediante il quale l'essere umano si costituisce attraverso l'esperienza dell'alterità (Dio, l'altra, l'altro, la storia, la società, lo Stato, il corpo vivente. …L'empatia - che Edith Stein ha liberato dallo stereotipo romantico ed estetizzante, mettendola con audacia nello stesso luogo in cui per il maestro Husserl si costituisce il rapporto con il mondo oggettivo - è l'atto paradossale, attraverso cui la realtà di "altro", di ciò che non siamo, che non abbiamo ancora vissuto o che non vivremo mai, che ci sposta altrove, nell'ignoto, diventa elemento dell'esperienza più intima: quella di sentire insieme (fonte dell'amore e dell'amicizia), del desiderio dell'altra, dell'altro, che produce ampliamento ed espansione verso ciò che è oltre, imprevisto; …Gioia e dolore, vergogna e pudore, innamoramento, rabbia, senso della vita e della morte, diventano la posta in gioco dell'apertura ad altro. … Chiamare empatia l'apertura all'alterità ha per noi un'importanza decisiva".
Dal cap.2: La notte che addolcisce le cose: "Due simboli sovrastano la figura di Edith Stein: la notte e la croce. Essi alludono direttamente a due eventi cruciali della sua esistenza: la conversione al cattolicesimo e la morte avvenuta ad Auschwitz…L'interesse filosofico e quello spirituale di Edith Stein si toccano profondamente. I suoi scritti sono tutti diretti a spostare l'indagine sulla percezione interiore (un tema cruciale della tradizione filosofica da Cartesio a Husserl) verso la comprensione della vita spirituale intesa come capacità d esperire dentro di sé, di riconoscere come elemento di fisionomia interiore, il bello, il vero, il divino, l'altro essere che incontriamo."
Dal cap.4: Amore per altro: "Il pensiero della Stein appartiene al contesto di ricerche, sensibilità e interessi della prima fase del movimento fenomenologico…e a una descrizione degli anni di Gottinga..:l'evoluzione del pensiero di Husserl, la presunta svolta verso l'idealismo trascendentale con il primo volume di "Idee per una fenomenologia pura pura e una filosofia fenomenologica" (1913), l'atmosfera quasi religiosa di rinnovamento collegata ai capisaldi del metodo fenomenologico (l'intuizione, l'accesso originale e diretto ai fenomeni e alla loro essenza).
Per Edith Stein "decisivo fu sempre l'io, il suo vissuto, le regole degli atti di coscienza e i loro correlati quali possono essere analizzati al livello "puro" e "assoluto" conquistato mettendo tra parentesi i risultati delle scienze e l'intero mondo fisico e psichico circostante, ivi compreso quello del ricercatore (ciò che in linguaggio tecnico si dice con l'espressione "riduzione trascendentale" e tematica della "costituzione"). Da ciò deriva la sua convinzione di star facendo un'opera di "fondazione" degli elementi essenziali di un livello specifico e del tutto autonomo di esperienza, quello dell'incontro personale, del coglimento di un'intima disposizione d'animo dell'altro. …L'interesse per l'attività della coscienza è preminente interesse per il sentire - contro ogni pathos dell'oggetto, dell'ideale, del valore. Al tempo stesso, l'intento "fondativo" permette di dare a tale livello di esperienza, non più di spettanza della "psicologia" piuttosto che di un'altra scienza dello spirito, pari se non superiore dignità rispetto a quello che contraddistingue il nostro rapporto con le cose"."L'empatia è un paradosso…….Empatia è un'esperienza specifica, non una conoscenza più o meno probabile o congetturale del vissuto altrui…. Empatia è allora amore per…… è pertanto un atto di esperienza (erfahrendes Akt)…..L'empatia modifica radicalmente la struttura della coscienza, apre alla relazione con altro. L'empatia è sicuramente fondamento dell'esperienza della fede e della comprensione del passato, della fruizione di un'opera d'arte così come dell'orientamento verso i valori morali e spirituali".
La vita e gli scritti di Edith Stein costituiscono una grande scoperta ma anche un grande enigma (nella sua sofferenza e nella sua morte), fonte comunque per noi di ulteriori interrogativi e riflessioni.
Concludiamo con un'altra osservazione dall'articolo di Borelli che bene illustra queste nuove impostazioni di ricerca: …."il neuroscienziato Varela e gli altri autori del testo sono fautori di un approccio neuro-dinamico secondo cui la mente costituisce un sistema dinamico "caotico" che muta con l'ambiente circostante, al quale è strettamente connesso. Detto altrimenti, secondo questo nuovo approccio, la mente non è un elaboratore "disincarnato", bensì un agente cognitivo (comprendente il sistema nervoso, il cervello e le differenti aree del corpo in cui sono distribuiti i recettori senso-motori) che interagisce e si trasforma con il mondo esterno, insieme al quale costituisce un sistema dinamico dal comportamento non lineare o complesso. Questa nuova impostazione, garantendo una descrizione dinamica e non meccanicistica dell'attività cognitiva (prossima e analoga alle analisi genetiche presenti nei testi di Husserl e di Merleau-Ponty), consente l'individuazione di dati sperimentali e costrutti teorici in ambito neurobiologico strettamente vincolati ai corrispondenti dati fenomenologici."