Laboratorio di ricerca
Società e salute

Psicologia e internet
Chiara Morandi

OGGETTO di questo studio è il mondo virtuale e la nuova tecnologia informatica intesa nel suo significato di nuova modalità di rapporto con se stessi e con gli altri.

L’IPOTESI è che questa nuova realtà interagisca con il nucleo della nostra esistenza nel suo più profondo valore ontologico, inteso nel suo significato empirico, più che filosofico.

Se consideriamo valido L’ENUNCIATO che l’uomo per "stare bene" deve avere il senso della sua presenza nel mondo come persona reale, viva, intera e in senso temporale continua e come tale essere in rapporto con l’altro, altrettanto vivo, intero e continuo, ci troviamo a dover fare i conti con alcuni punti e spunti di riflessione:

il futuro prossimo prevede che ciascuno lavori da solo, nella sua camera/studio, comunicando all’esterno principalmente con telefono, fax e soprattutto internet, e-mail ecc. nuove tecnologie che saranno sempre più specialistiche e soddisfacenti, ricorrendo sempre meno, dunque ad uno scambio diretto tra gli individui.

Gli esperti prospettano la guerra per il controllo economico di internet e più in particolare della pubblicità on-line; la guerra sarà cruenta ed è assolutamente evidente che questo riguarda il futuro (sempre più prossimo) mondo del lavoro e delle specializzazioni professionali.

Cambiano i parametri spazio-temporali, passando da uno spazio chiuso/sicurezza (luogo di lavoro fisso ) ma anche immobilità claustrofobica e dipendenza ad uno spazio libero/nomade (ad es. con l’utilizzo di pc portatili) ma anche insicuro e pericolosamente troppo autonomo.

In modo analogo si passa da una dimensione diacronica, storicizzata che tiene conto dell’evoluzione e del succedere temporale ad una dimensione sincronica, simmetrica che tiene in minor conto i significati e le cause degli avvenimenti e bada maggiormente al loro rapporto e scambio reciproco.

Viene valorizzata sempre di più la dimensione del linguaggio oltre a ciò che dice ma per ciò che fa, attraverso la creazione di possibilità sempre nuove e in movimento così da costituire per se stesso un motore autonomo (il "computer") che interrompe e supera la circolarità diadica degli stessi "parlanti".

Negli ambienti clinici si parla di un nuovo, più profondo narcisismo patologico inteso come tentativo di difesa da uno stato di destrutturazione e di dispersione di identità.

I filosofi definiscono la nuova era come caratterizzata dalla mancanza di alternative, dalla carenza di obiettivi a lungo termine e di progettualità, in sostanza l’era della depressione esistenziale.

Lo strumento per vincere la guerra economica pare semplice: passare da pochissimi siti web per iniziare la navigazione in rete; chi riuscirà a sviluppare nuovi servizi personalizzati e gratuiti e a conquistarsi la fedeltà dei navigatori avrà di sicuro la meglio.

In presenza di questa nuova realtà virtuale ci si chiede se ci troviamo a dover vivere un rapporto antitetico con essa, o al contrario un rapporto dialettico: questa tematica si articola nell’analisi di quanto effettivamente, al momento attuale, possiamo dire di essere autonomi e separati da questa dimensione virtuale ed entrare in un rapporto autentico con la stessa, o di quanto invece ne siamo simbioticamente assorbiti e il lasciarla comporta un mortifero isolamento.

Non si può negare, inoltre, l’ambivalenza di avere a che fare con oggetti e modalità
comunicative estremamente potenti e onnipotenti che tuttavia si presentano come reificati, spersonalizzati, virtuali e non vivi ecc; questo aspetto della pur sempre nostra creatività e delle relazioni oggettuali così definite sono in modo riduttivo riconducibili ad un progressivo isolamento dell’individuo ecc., o sono in realtà espressione di un cambiamento positivo riferito a nuove capacità di relazione oggettuale?
Nell’universo segnico in cui viviamo, le nuove tecnologie informatiche confermano quanto parole e immagini siano le protagoniste della creatività contemporanea. Le modalità del loro rapporto coincidono esattamente con la funzione dell’immaginario; come valutare allora se e come l’aspetto di fantasia e di narcisismo e forse di onnipotenza ad essa collegate rappresentano una soddisfazione allucinatoria, difensiva e non reale dei desideri o quanto al contrario ci permettano di scavalcare l’ostacolo ed essere più responsabilmente creativi e soddisfatti?

E ancora, utilizzare le nuove vie di comunicazione ha il significato di una fuga dall’incontro reale perché desolante e minaccioso, confermando questa disperata ricerca di comunicazione con l’altro e con le cose ormai nostalgicamente perdute o rappresenta una nuova modalità creativa, appunto, di rapporto che utilizza, in modo sano e "buono", sogni e fantasie e archetipi e la nostra capacità di simbolizzare?

Se è vero, poi, che il computer, con le sue multifunzioni, compresa e forse prima fra tutte l’utilizzo della rete, è entrato a far parte degli ambienti di lavoro e della famiglia, a chi possiamo simbolicamente assimilarlo, in modo tale che evochi, nel nostro mondo interno, una presenza conosciuta e che possa fare da collegamento tra la nostra storia e il nostro futuro? (non certo ad un anziano vecchio saggio, perché "vecchio" non è e l’immagine di un saggio "giovane" di certo non ci soddisfa).

Infine, non certo ultimo come importanza, ricordiamo che gli adolescenti di oggi sono una drammatica testimonianza della crisi di identità e di insicurezza esistenziale del mondo odierno, che mette in serio dubbio la capacità di vivere e di realizzarsi e di comunicare: quanto allora le nuove tecnologie saranno in grado di riempire questi vuoti, di dare volti e suoni e in che modo? E’ veramente crisi di identità o eccessiva coscienza di identità che esige nuove e diverse risposte?

Per rispondere a questi ed altri interrogativi LA PROPOSTA è l’analisi di alcuni primi dati raccolti attraverso un’indagine sull’orientamento dei giovani e contemporaneamente attraverso un’indagine rivolta agli esperti , atta a valutare , almeno in prima battuta, quanto e in che modo la nuova informatica risponda o meno agli interrogativi e alle ipotesi preposte; per valutare inoltre i nuovi indirizzi di ricerca che vanno dall’aspetto, solo più apparentemente superficiale, dell’estetica dell’oggetto alle nuove "patologie", tipo sindromi da dipendenza ecc.
In base aquesti risultati verranno evidenziati ULTERIORI TEMI di ricerca..