Quaderni Monotematici

PSICOLOGIA E RELIGIONE: QUAL'E' IL CONFINERELIGIONE e

Giornata di studio

Tra PSICHE e ANIMA
Incontro al confine tra religione e esperienza psicoanalitica


11 ottobre 2003


Paolo Azzone


Melancholia e Tristitia
Dolore scientifico e Dolore religioso



Medicina vs. Religione (I)






Nella tradizione postilluministica medicina e religione tendono ad essere percepite come sfere di attività sostanzialmente antitetiche

Già gli autori del Corpus Hippocraticun polemizzavano aspramente contro i guaritori di ispirazione religiosa

Per Pinel - uno dei padri della psichiatria moderna - la religione era associata alle più gravi e pericolose manifestazioni psicotiche



Philippe Pinel:
Il liberatore degli alienati




La medicina studia l'uomo dal punto di vista fisico, la religione dal punto di vista metafisico

La medicina identifica e studia il centro dell'individualità umana in termini fisici: la mente

Le religione concettualizza il centro dell'individualità umana in termini metafisici: l'anima



Ippocrate
il padre della melancolia




Il dolore emotivo nella medicina ippocratica

Negli Aforismi di Ippocrate (fine del V secolo a.C.) il dolore emotivo viene identificato per la prima volta come un fenomeno patologico:

Se paura o tristezza durano a lungo, questo è un fenomeno melancolico

Nasce così l'entità nosologica della melancolia


La Melancolia

Sintomi principali:

Tristezza
Sentimenti di paura, generalmente deliranti

Altri sintomi: irritabilità, perdita di appetito, agitazione psicomotoria, insonnia, perdita di interessi

Rufo e poi Galeno descrivono vari deliri caratteristici e le pulsioni suicidarie



Medicina vs. Religione (II)


In realtà oggi le istituzioni religiose promuovono e diffondono la pratica della medicina in tutto il mondo

Nell'area dei disturbi mentali, permane tuttavia una erta diffidenza nei due schieramenti:

I religiosi temono i valori materialistici della psicoanalisi ed esitano ad approfondire il contatto con i malati di mente

Gli psicoanalisti e gli psichiatri temono e la natura irrazionale di molte esperienze religiose


Lo studio della storia di questi paradigmi per interpretare e concettualizzare l'esperienza dimostra che almeno per uno specifico aspetto dell'esperienza umana medicina e religione seguono percorsi paralleli


La Melancolia secondo Durer





La Melancolia (II)

La categoria nosologica della melancolia include quadri clinici oggi inquadrabili come disturbi depressivi maggiori, in genere di portata delirante

I sintomi accessori sono simili a quelli descritti nelle moderne classificazioni dei disturbi mentali

Nella concettualizzazione Ippocratica e poi Galenica, la causa della melancolia è ricondotta ad un eccesso di bile nera


La Bile Nera

E' uno dei quattro umori fondamentali della fisiopatologia ippocratica (accanto a sangue, flegma e bile gialla)
Freddo e umido sono le qualità che la caratterizzano
Un eccesso di bile nera può essere responsabile di varie altre malattie (cefalea, epilessia, vertigini, paralisi, malaria, malattie del fegato del rene e della milza)
Aumenta nei mesi autunnali


Il dolore mentale come malattia

Creando la melancolia, Ippocrate compiva in realtà due distinte operazioni intellettuali:
Definiva il dolore emotivo protratto come un fenomeno patologico
Identificava nel corpo e nei suoi elementi costitutivi le basi di tale patologia


Il dolore mentale come riflessione ascetica




Riflessione ascetica e sviluppo della personalità umana

A partire dal III secolo d.C. gli asceti cristiani sviluppano una riflessione sulle emozioni e le pulsioni che ostacolano la persona umana nel suo cammino spirituale

Evagrio Pontico (IV secolo d.C.) identifica nella sua Praktikh# 8 lo@gismoi, cattivi pensieri o demoni che allontanano l'asceta dal raggiungimento della contemplazione del divino


Gli 8 cattivi pensieri

Gli 8 demoni di Evagrio sono i seguenti: avidità, gola, lussuria, vanagloria, superbia, ira, tristezza e accidia

Per ciascun demone Evagrio identifica i fattori che lo alimentano e i possibili interventi per cercare di combatterlo

Due cattivi pensieri sono correlabili all'esperienza del dolore mentale: la tristezza e l'accidia

L'accidia (I)

Nel greco classico accidia significa negligenza, indifferenza

Per Evagrio l'accidia “fa sembrare il sole lento o immobile ... Gli infonde inoltre un odio per il luogo e per la stessa vita anacoretica, e per il lavoro manuale: e che l'amore dei fratelli lo abbia abbandonato e non viene nessuno a trovarlo”

L'accidia (II)

L'elemento che più caratterizza l'accidia è l'attesa ansiosa dei fratelli

Esiste però una seconda componente: insofferenza per la cella, sonnolenza, rallentamento dei processi cognitivi

E' questa seconda componente verrà sentita come prevalente in tutta la tradizione successiva

Una rappresentazione artistica dell'accidia




La riformulazione dei vizi capitali nella chiesa occidentale





Acedia vel tristitia

A partire da papa Gregorio Magno (VI secolo d.C.) tristezza e accidia verranno considerate due manifestazioni di un vizio unitario

Quella componente dell'accidia che si manifesta con una scarsa performance cognitiva e motoria tenderà a diventare prevalente ed alla fine esclusiva

L'accidia tenderà ad identificarsi nel basso medioevo con uno scarso attivismo nella vita religiosa

Una rappresentazione artistica della tristitia




Perch'è la tristezza è un peccato

Gesù propone il suo messaggio in modo particolare a chi soffre nello spirito:

Venite a me voi tutti che siete affaticati ed oppressi

Beati gli afflitti perchè saranno consolati

Cassiano (IV secolo d.C.) - il divulgatore delle teorie di Evagrio in Occidente - ritiene di poter identificare un fondamento scritturale della condanna Evagriana della tristezza in alcuni passi delle lettere di san Paolo

San Paolo sulla tristezza




San Paolo sulla tristezza (I)

Poco prima della redazione della 2 Cor, San Paolo inviò alla comunità una lettera scritta “tra le lacrime”

L'atteggiamento di San Paolo fu stigmatizzato all'interno della comunità: fu accusato di avere addolorato i fratelli di Corinto

Nel contesto socioculturale delle città greche di età imperiale la comunicazione della propria tristezza _ evidentemente considerata un comportamento inaccettabile

San Paolo sulla tristezza (II)

Di fronte alle accuse dei Corinzi, San Paolo appare sulla difensiva

Egli introduce allora una distinzione tra due forme di tristezza (2 Cor 6, 9)

La tristezza del mondo produce morte

La tristezza secondo il volere di Dio produce una conversione senza rimpianti che porta alla salvezza

A partire da 2Cor l'intolleranza verso le manifestazione del dolore emotivo entra a far parte del patrimonio culturale del cristianesimo


Il rifiuto del dolore emotivo

Le società umane hanno sviluppato varie strategie culturali per concettualizzare il dolore emotivo

Il concetto medico di melancholia e quello ascetico di tristitia si rifanno a paradigmi differenti

Eppure melancholia e tristitia implicano un atteggiamento di fondo analogo: una condanna dell'espressione del dolore mentale

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