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PSICOLOGIA E RELIGIONE: QUAL' E' IL CONFINE |
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Giornata di studio
Matrimonio e psicoanalisi: il discorso d'amore non ha più (sacri) misteri? 22 ottobre 2004 Don Annino Ronchini La chiesa e l'istituzione matrimoniale Non è mia intenzione compiere un excursus storico completo sulla riflessione cristiana e soprattutto sull'organizzazione giuridico-morale che la Chiesa ha costruito intorno al matrimonio e alla sua celebrazione, nè tanto meno di aprire una polemica tra il passato e il presente. Solo mi piaceva provare ad individuare alcune linee di sviluppo che hanno caratterizzato la riflessione teologica ma soprattutto la pratica pastorale intorno a questo sacramento. Partiamo perciò non dall'inizio, ma da quell'evento che è stato il cardine per lo sviluppo di almeno 4 secoli di storia della cristianità occidentale e che, per molti versi ha segnato la riflessione della Chiesa cattolica fino ai nostri giorni: il concilio tridentino; Possiamo prendere come punto di avvio della nostra riflessione le affermazioni del Catechismo del Concilio di Trento (1556), nel paragrafo 289, santità del matrimonio cristiano, si dice: "I pastori devono prospettare al popolo cristiano una vita beata e perfetta, perchè potrebbero anch'essi auspicare quel che l'apostolo diceva di desiderare, scrivendo ai corinzi: voglio che siate tutti come me (I Cor. VII,7); cioè che tutti seguissero la perfetta castità. Che cosa infatti ci può essere per i fedeli di un riposo permanente dello spirito che non sia distratto da nessuna cura, ogni carnale libidine sia debellata, nell'amore della devozione e nella meditazione delle celesti verità?" (Catechismo tridentino, Siena 1992, pag.373). Partendo da questo presupposto si comprende bene perchè il matrimonio, anche se difeso da ogni dottrina dualistica, non è però del tutto esente da colpa, soprattutto nell'aspetto dell'esercizio della sessualità. Inoltre si caratterizza per la posizione di subalternità assegnata alla donna. Il Concilio quindi ripresenta irrisolto (o meglio, risolto in modo unilaterale) il conflitto che percorre da sempre il pensiero della chiesa tra verginità, da preferire, e l'esercizio della sessualità che conserva sempre un aspetto di colpa anche se ordinato alla procreazione, redento, in parte, dal fatto di "nutrire ed allevare quelli che abbiano essere cultori della vera fede e religione", ma da evitare "tre giorni almeno prima di ricevere la santa Eucarestia". Si potrebbe obiettare, giustamente, a quanto andiamo dicendo che queste affermazioni sono legate a un tipo di mentalità ormai superata, e che oggi la Chiesa propone il matrimonio in tutt'altro modo e valorizza la sessualità come espressione dell'amore coniugale. Dobbiamo però tener presenti due considerazioni che cambiano un pò la prospettiva così radiosa del cambiamento: 1. Il concilio di Trento è stato uno dei pochi avvenimenti ecclesiali che sono riusciti a sfondare l'ambito strettamente ecclesiastico e a trasformarsi in cultura diffusa e tale è rimasto per secoli, quindi molta parte della cultura anche non strettamente legata all'ambito religioso ha risentito e risente di queste affermazioni, sia per appoggiarle che per opporvisi. 2. Bisogna distinguere tra i progressi teologici e la pratica pastorale soprattutto nella predicazione parrocchiale e non. Per secoli i sacerdoti si sono formati su queste pagine e proviamo a pensare che i manuali di studio erano una riduzione morale e casistica delle affermazioni conciliari, la predicazione di conseguenza non poteva che essere una semplificazione della semplificazione, con tutta una serie di rigidità morali e giuridiche. Quanto andiamo dicendo non vuole essere una critica al tempo passato, solo il far rilevare come una serie di formulazioni teologico-pastorali abbiano potuto mantenersi per secoli pur a fronte di profondi cambiamenti che avvenivano nel mondo circostante. Il conflitto tra anima e corpo, tra ragione e istinto non è stato per nulla risolto, ancora oggi si parla di salvezza dell'anima e di mortificazione del corpo per liberare la parte migliore di sè e questi conflitti permangono anche nell'ambito del matrimonio (si pensi ad esempio alla infinita querelle intorno alla contraccezione). Io personalmente penso che sia importante riflettere almeno in due direzioni: a. sulla concezione che vede l'uomo composto da due principi: anima e corpo, che spesso sono contrapposti e in conflitto. Questo evidentemente apre anche tutta una diversa concezione della sessualità e delle sue espressioni. b. il ruolo della donna nella Chiesa alla luce di una rinnovata interpretazione della comunione coniugale. |
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