Quaderni Monotematici

PSICOLOGIA E RELIGIONE: QUAL' E' IL CONFINE
Giornata di studio

Le forme dell'ascolto: il bisogno di confessare nelle prospettive medica, psicoanalitica e spirituale.

20 ottobre 2008


Chiara Morandi


IL MIO INTERVENTO OGGI VUOLE ESSERE SOLO UNA BREVISSIMA RIFLESSIONE A PARTIRE DA QUESTA APPROFONDITA, ARTICOLATA E PIU' CHE MAI ESAURIENTE, MI SEMBRA, INDAGINE SULL’ AUSCULTAZIONE PSICOANALITICA.
UN TENTATIVO CIOE' DI PENSARE ALL”ASCOLTO” NEI TERMINI DELLA FILOSOFIA O PER MEGLIO DIRE DI UNA FILOSOFIA FENOMENOLOGICA.
VORREI CERCARE CIOE' DI PORTARE QUESTE INTUIZIONI PSICOANALITICHE NEL TERRENO DELLA FILOSOFIA.

RIGUARDANDO UN TESTO CHE RITENGO ASSAI VALIDO DI MAURIZIO MELONI, UN FILOSOFO CONTEMPORANEO,
IL TESTO E' DEL2005 E SI INTITOLA “L’ORECCHIO DI FREUD”, LA PRIMA RIFLESSIONE, ANZI DOMANDA, E' SE QUESTO TIPO DI “ASCOLTO PSICOANALITICO” NON SI CONTRAPPONGA AL NOSTRO TEMPO.

LA SOCIETA' CONTEMPORANEA E' UNA SOCIETA' DELLA COMUNICAZIONE BASATA SULL’IMMAGINE E SULLO SGUARDO E DOVE IL LINGUAGGIO E IL RELATIVO ASCOLTO PERDONO LA LORO DENSITA' FINO A VOLATILIZZARSI IN UNO SCAMBIO GENERALIZZATO DI MESSAGGI E INFORMAZIONI IN CUI IL CODICE SEGNICO FA COLLASSARE QUELLO SIMBOLICO.

QUELLO CHE SI VUOL DIRE E' CHE LA SENSIBILITA' TEORICA DEL NOSTRO TEMPO, PRINCIPALMENTE RAZIONALISTA E COGNITIVISTA, SI MUOVE IN UN IDEALE DI IPERCHIAREZZA, DI PIENA NATURALIZZAZIONE, DI VISIBILITA' TOTALE, SENZA RESTI E SENZA OMBRE, COME DICE MELONI, SENZA TEMPI PERSI, O TEMPI MORTI O TEMPO DA PERDERE E DOVE TUTTO E' SPETTACOLO.
NON C’E PIU' SPAZIO PER L’INAUDITO, NEL SENSO LETTERALE DEL NON UDITO, NON C’E PIU' SPAZIO PER IL TRAGICO.

E UNA SOCIETA' BASATA SU “IO” IMMAGINARI E NARCISISTICI IN RAPPORTO SPECULARE CON TANTI PICCOLI “ALTRI IO”, IN CUI IL RICONOSCIMENTO RECIPROCO DIVIENE LETTERALMENTE IMPOSSIBILE.
E' VENUTA MENO CIOE' LA STRUTTURA SIMBOLICA CHE RENDE POSSIBILE IL RICONOSCIMENTO (LACAN DIREBBE SCACCO DEL DESIDERIO?)

RITENGO IMPORTANTI QUESTI RIFERIMENTI PERCHE' PUR NELLA SPECIFICITA' DI OGNI SITUAZIONE CHE PRENDEREMO IN ESAME OGGI QUESTO ASCOLTARE DETTO IN PAROLE POVERE HA SEMPRE DALL' ALTRA PARTE QUALCUNO CHE PARLA E IMPLICA PERCIO' UNA QUALSIVOGLIA RELAZIONE CON L’ALTRO, CIOE' L’ESTRANEO

E QUI MI RIFERISCO AD UN ALTRO AUTORE BERNHARD WALDENFELS, FILOSOFO CONTEMPORANEO TEDESCO, CHE NELLA SUA FENOMENOLOGIA DELL’ESTRANEO E' ESTREMAMENTE CHIARO: "FINTANTOCHE CI OSTINIAMO A TRATTARE L’ALTRO CIOE' L’ESTRANEO COME QUALCOSA O QUALCUNO DI ORDINE DIRETTAMENTE ACCESSIBILE O DEFINIBILE, LO MANCHEREMO FIN DALL’INIZIO. PARLARE DELL’ALTRO E ALL’ALTRO NON SIGNIFICA AVERE A CHE FARE CON UN MOMENTO ACCESSORIO, UNA MODIFICAZIONE DELLA SFERA DEL PROPRIO MA DEVE ESSERE INTESO IN TERMINI COSTITUTIVI, COME UN PATHOS ORIGINARIO, CHE COLPISCE IL PROPRIO E LO SPIAZZA E GLI RENDE IMPOSSIBILE, PER RIPRENDERE FREUD L’ESSERE PADRONE IN CASA PROPRIA".

DETTO QUESTO E' EVIDENTE CHE SI PROPONE LA QUESTIONE PIUTTOSTO COMPLICATA DI COME POTER RENDERE ACCESSIBILE L’ESTRANEO E CIO CHE LUI DICE, E PER QUANTO CI RIGUARDA CIO' CHE LUI CONFESSA, SENZA TRADIRLO.

IN ALTRI TERMINI LA BUONA COMUNICAZIONE, PROPAGANDATA DALLA SOCIETA' ODIERNA E' PROPRIO CIO' CHE SI REALIZZA ATTRAVERSO L’ANNIENTAMENTO DEL SUO CONTENUTO.
NON SIAMO PIU' NEL DRAMMA DELL’ALIENAZIONE, COME DICE BAUDRILLARD, MA NELL’ESTASI DELLA COMUNICAZIONE CHE SOTTRAE NECESSARIAMENTE OGNI PROFONDITA', DISTINZIONE E SOSTANZA ALLE COSE.
UNA SIMILE ESTASI NON SOPPORTA OPPOSIZIONI NE DIFFERENZE PERCHE' QUESTE SONO VISSUTE COME LACERAZIONI E LA LACERAZIONE COME UN ABISSO INCOLMABILE.
L’IMPERATIVO ESTATICO E' “COMUNICA!” E QUI COMUNICARE SIGNIFICA TRIONFO DEL COMUNE.
L’ALTERITA' COME TALE SCOMPARE SE NON PER ESSERE INCASELLATA IN UNA DELLE TANTE CATEGORIE: PECCATORE, CANAGLIA, PAZZO E VIA DICENDO.

ALLORA LA RIVOLUZIONE DI FREUD E DI QUESTO TIPO DI “ASCOLTO” POTREBBE CONSISTERE PROPRIO NELLA SCOPERTA E NELL’ACCETTAZIONE DI QUESTA POSSIBILITA' DI OLTREPASSARE LA SCISSIONE MODERNA TRA CONOSCENZA E TRASFORMAZIONE DEL SOGGETTO CONOSCENTE, LA POSSIBILITA' CIOE' DI UN SAPERE ETOPOIETICO COME DICEVA FOCAULT CIOE' COSTRUTTORE DI ETHOS, UN SAPERE CIOE' CAPACE DI TOCCARE/AFFEZIONARE E TRASFORMARE, IN OPPOSIZIONE AD UN SAPERE SOLO ORNAMENTALE.

L’ESTASI COMUNICATIVA DELLA CHIAREZZA, INFATTI, IN QUESTI TERMINI SCARTA L’AFFETTIVITA' E FINISCE COL RISOLVERSI IN UN SAPERE CHE APPARTIENE ALLA DISTANZA E ALL’ANNIENTAMENTO DEL SUO CONTENUTO

. SI IPOTIZZA CIOE' LA POSSIBILITA' DI UN SAPERE VISTO COME COSTITUZIONE MISTA COGNITIVO – AFFETTIVO CHE POSSA CONTRIBUIRE AD OLTREPASSARE QUESTA SCISSIONE MODERNA TRA CONOSCENZA E TRASFORMAZIONE DEL SOGGETTO.

PENSARE E QUI OGGI POSSIAMO DIRE ASCOLTARE NON E' PIU' ALLORA UN’ATTIVITA' MENTALE, PURAMENTE COGNITIVA, CALCOLANTE O INTELLETTUALE MA SI DEFINISCE COME LAVORO DELLA MENTE (ASCOLTARE UNA CONFESSIONE, CHE SIA NELL’AMBITO PSICOANALITICO O RELIGIOSO O GIURIDICO, CI AFFEZIONA PIU' PER IL SUO ASPETTO DI STRATEGIA E AUTOCURA DELLA MENTE CHE PER IL SUO CONTENUTO MANIFESTO).


Vorrei terminare con una significativa frase di
NIETZSCHE
“QUANTE COSE PARLANO! MA QUELLI CHE ASCOLTANO SONO SEMPRE POCHI SICCHE’ L’UOMO NON FA, PER COSI’ DIRE, CHE CHIACCHERARE NEL VUOTO QUANDO SI DIFFONDE IN CONFESSIONI: SPERPERA LE SUE VERITA', COME IL SOLE LA SUA LUCE.
NON E’ UN PECCATO CHE IL VUOTO NON ABBIA ORECCHI?"

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