Laboratorio di ricerca
Ricerca in Psicoterapia

Introduzione | Redazione | La rivista on-line

Editoriale
di Nino Dazzi

Strumenti e metodi

L’utilizzo del metodo Rorschach nella ricerca in psicoterapia attraverso il sistema comprensivo di John Exner: rassegna della letteratura ed esemplificazione clinica
di Alessandro Zennaro, Vincenzo Calvo e Adriana Lis

RICERCA CLINICA

Ricerca concettuale e ricerca empirica nella psicoterapia psicodinamica: una metodologia per lo studio del processo
di Francesca Ortu, Chiara Pazzagli, Andrea Cascioli, Vittorio Lingiardi, Riccardo Williams e Nino Dazzi

Indicatori di cambiamento in un gruppo di pazienti con disturbi del comportamento alimentare
di Gianluca Lo Coco, Marie Di Blasi, Francesca Giannone

LAVORI IN CORSO

Verifica del Trattamento: sessione interattiva a Poster
Una sintesi a cura di Francesca Ortu

BIBLIOTECA DEL RICERCATORE

Recensione a «Psicologia dinamica. Le teorie cliniche»
di Riccardo Williams

NORME REDAZIONALI
EDITORIALE

N. Dazzi*


Viene pubblicato in questo numero il testo delle relazioni presentate al Simposio sulla Valutazione del cambiamento, organizzato all’interno del II Congresso della Sezione di Psicologia Clinica, dalla Associazione Italiana di Psicologia, tenutosi ad Alghero dal 28 al 30 settembre 2000.
Questi lavori, a cui si affiancano quelli discussi nella Sessione interattiva a Poster dedicata alla verifica del trattamento, testimoniano il crescente interesse per la ricerca in psicoterapia – e la diffusione di quella cultura che la SPR Italia si proponeva di alimentare – e ben esemplificano, con la rilevanza accordata alla trattazione e discussione di problemi metodologici, le linee lungo le quali la ricerca in ambito accademico si sta attualmente muovendo.
In particolare il Simposio ha posto l’accento sui molteplici quesiti – teorici e metodologici – che la valutazione della psicoterapia e del cambiamento solleva, disegnando un quadro complesso e variegato che apre a nuove possibilità di confronto fra interventi psicoterapeutici in ambiti diversi e con orientamenti teorici e metodologici differenti.
L’attenzione agli strumenti di valutazione è centrale nel lavoro presentato dal gruppo di ricerca dell’università di Padova, che, sulla base di una ricca rassegna e della discussione di un caso, utilizza il test di Rorschach, secondo il metodo comprensivo di Exner, per lo studio del processo e dell’esito. Viene cioè esteso l’ambito applicativo di questo test proiettivo, considerato qui uno strumento in grado non solo di accertare le caratteristiche di personalità del paziente, ma anche di fornire un’adeguata descrizione di «quanto sta avvenendo all’interno della personalità del paziente nel corso del processo psicoterapeutico». In particolare gli autori utilizzano i 27 “indici di difficoltà di aggiustamento” identificati da Weiner e Exner per monitorare l’andamento di una psicoterapia psicodinamica breve con un adolescente di 16 anni.
Il gruppo di ricerca dell’università di Palermo, a sua volta, pone l’accento sull’analisi degli indicatori di cambiamento clinico in pazienti con disturbo del comportamento alimentare sottoposti a trattamento gruppoanalitico, e affronta esplicitamente il complesso problema che la definizione stessa di “cambiamento psicoterapeutico” solleva. In questo lavoro, a partire dalla discussione della inadeguatezza e della genericità di posizioni che propongono un’equazione fra cambiamento e remissione sintomatica, viene sottolineata l’importanza di individuare degli attendibili indicatori capaci di tener conto tanto del piano sintomatico, quanto di quello relativo al funzionamento sociale, all’adattamento interpersonale e alla qualità della vita rispetto a cui valutare l’ampiezza e la significatività clinica del cambiamento.
Gli autori, particolarmente attenti agli aspetti metodologici, utilizzando il modello dell’analisi del cambiamento di Jacobson e Revenstorf (1988), definiscono il cambiamento terapeutico in termini di acquisizione di competenze interne e relazionali in grado di permettere una più soddisfacente qualità della vita e un aumento della capacità di mentalizzare gli eventi, privilegiando così quegli indicatori di cambiamento – il Questionario di Adattamento Interpersonale (QAI) e una Problem checklist – basati su variabili relative all’adattamento interpersonale. In quest’ottica, tanto il vissuto soggettivo del cambiamento ottenuto rispetto ad alcune aree problematiche (perceived change), quanto misurazioni più standardizzate, quali la remissione dei sintomi, vengono cioè presi in considerazione per disegnare un quadro variegato dell’effectiveness dell’intervento terapeutico e del cambiamento conseguito. In definitiva gli autori analizzano le relazioni tra gli indicatori di cambiamento e alcune caratteristiche di personalità delle pazienti, valutate nei diversi momenti di assessment con il test TAT, analizzato con il codice psicodinamico di Cuffaro (1998), e sostengono che la relazione fra cambiamento e gravità del quadro psicopatologico iniziale, da un lato, e alcune caratteristiche individuali, quali lo stile difensivo, la modulazione dell’affettività, il tipo di relazioni familiari, dall’altro, può essere compresa soltanto all’interno di una lettura più complessa.
Il lavoro del gruppo di ricerca romano, che presenta i risultati di uno studio pilota su un caso singolo, propone la ricerca come terreno fertile anche per un confronto tra differenti modelli teorici e un fecondo scambio tra domini teorici differenti, e presenta la verifica empirica come una possibile strada da percorrere per rompere l’autoreferenzialità che rischia di caratterizzare la ricerca, qualora essa sia diretta a convalidare ipotesi teoriche ricorrendo a strumenti costruiti ad hoc, all’interno dello stesso ambito teorico. La tesi centrale di questo lavoro, che propone uno studio comparato tra diversi metodi di ricerca sul processo in psicoterapia, sostiene che una valutazione del processo terapeutico, che prenda in considerazione più livelli di lettura, accresce la validità e l’attendibilità delle informazioni ottenute, e che l’utilizzo combinato di più strumenti di ricerca permette di far emergere i punti di forza e gli aspetti critici di ciascuno strumento. Il lavoro intende dunque approfondire il confronto e indagare una possibile integrazione fra strumenti diversi che si propongono di valutare:
a) le modificazioni dei pattern relazionali prevalenti (CCRT);
b) la capacità di integrare esperienze non verbali e di esprimerle in forma verbale (Referential Activity);
c) i cambiamenti dell’assetto difensivo del paziente (DMRS). Secondo gli autori, che considerano centrale la relazione complementare tra la dimensione interpersonale e quella intrapsichica, in quanto dimensioni fondanti il processo psicoterapeutico stesso, integrando le informazioni ottenute dall’impiego di diversi strumenti in grado di mettere a fuoco le modalità con cui si sviluppano la relazione terapeutica e i cambiamenti dell’organizzazione mentale del paziente, diventa possibile cogliere e quantificare aspetti differenti del processo terapeutico e analizzare il materiale clinico a più livelli: intrasoggettivo, riguardante lo stile difensivo del paziente, relazionale, relativo al conflitto relazionale centrale, e infine intersoggettivo, concernente la capacità di condivisione ed esplorazione delle dinamiche affettive nella coppia terapeutica.